martedì 14 febbraio 2017

Una mano tira l'altra

Oggi scrivo un post differente, in cui non si racconta di un posto o di una presentazione. Questo non vuol dire che non ne stia facendo più, tornerò presto a raccontare dove sono stata in queste ultime due settimane, ma perché vorrei puntare l'attenzione sul concetto di "una mano tira l'altra" che è il principio su chi si basa di fatto la mia amicizia con l'Uomo delle forchette.

Perché questo bellissimo viaggio che ho intrapreso grazie al mio Un amore di clochard, e ovviamente ad I-Guana, mi sta permettendo di incontrare e conoscere persone speciali, persone che hanno storie interessanti da raccontare e io amo ascoltare e, perché no, un domani raccontare.


Sapete dal mio post precedente che sono stata a Milano a fine gennaio all'associazione Arcobaleno e sono stata ospitata dalla mia compagna delle elementari, Alberta.

Come pontifica chiaramente il mio blog, io sono Eletta Handmade. Quindi ho pensato che dovessi ringraziare la mia ospite con un regalo fuori dal comune, un regalo handmade. E così, taglia e cuci, taglia e cuci, qualche sera fa ho finito questa borsa e ieri, zitta zitta, gliela ho lasciata in portineria.

Una borsa fatta a mano, un regalo che mi coinvolge molto: molte ore della mia ultima settimana e, soprattutto, molti pensieri sono stati dedicati a questo oggetto quindi, di conseguenza, anche alla mia amica. Perché un regalo, almeno per come lo intendo io, non è un acquisto mordi e fuggi in centro città, neppure in uno squallido centro commerciale ma è un dono pensato, maturato e realizzato tutto in funzione del ricevente.

E quindi grazie ancora, Alberta!

Avete voglia di ricevere anche voi un regalo speciale? Aiutatemi ad organizzare una presentazione del mio romanzo dalle vostre parti ed ospitatemi a casa vostra per una notte...:-D






martedì 31 gennaio 2017

Un Risveglio Magico


Sono senza parole mentre fotografo questo paesaggio. Sembra di essere nelle campagne inglesi ...
... e invece mi trovo in Italia, in un posto di solito pieno di gente, addirittura in mezzo a una metropoli.
Sono anni che non ci passo, ormai sono sempre più staccata (e non ho ancora capito se sia un bene o un male!) dalla mia città natale, Milano.  

E se ho avuto la fortuna di trovarmi davanti a questo panorama poetico e spettrale al tempo stesso è, tanto per cambiare, opera di uno squattrinato clochard, dell'ex emarginato che mi ha cambiato la vita ... ormai lo conoscete tutti!
Ma cosa c'entra l'Uomo delle forchette con questa foto? Vi chiederete. Andiamo per gradi ...

Dunque, si chiude il primo mese del 2017, mese in cui ho cominciato a prendere contatti con varie biblioteche, librerie, Cafe letterari, associazioni e altro per condividere con la gente Un Amore di Clochard. Amici e conoscenti mi stanno mandando tanti nominativi e contatti un po' in tutto il nord Italia (questo non toglie che, prima o poi, andrò anche al centro e al sud...).

Così sabato 28 sono stata ospitata presso un'associazione femminile milanese che si chiama Alveare e si trova sui Navigli. La location è davvero bella: si tratta dell'ex casa di due noti personaggi televisivi che è stata successivamente trasformata in un centro culturale. Un centro creato da donne per le donne in cui ci si incontra il sabato sera per un buffet (davvero buono, complimenti!), per giocare insieme (calcio balilla, ping-pong, burraco, etc.) e si organizzano incontri culturali. 




Eccomi mentre racconto a tutte loro la mia storia presentata da Serena, con me insieme sul palco. Grazie a tutte per aver ascoltato e aver apprezzato ciò che faccio! 

Foto di Alveare Milano. 
 Siccome non è sempre facile muoversi se non si vuole avere una macchina (come faccio io da sempre!), quando devo fare qualcosa di sera fuori Como, sono costretta a chiedere "solidarietà" a qualche anima pia e questa volta la sorte è spettata ad Alberta, una mia compagna delle elementari che frequento ancora e che è una grande fan dell'Uomo delle forchette. I-Guana sta riuscendo anche a farmi incontrare di nuovo con persone che non vedo da tanti anni, e questa volta è successo con Patrizia, amica mia e di Alberta che, personalmente, non vedevo da 5 anni.


Così ho dormito a Milano, a due passi dal Parco Sempione, insieme al bellissimo gatto Blu :-D e l'indomani mattina prestissimo mi sono svegliata per correre a Como dove dovevo presentare ancora il libro in un altro posto mooolto interessante di cui vi parlerò domani.

Questo è il motivo per cui mi sono trovata alle 8 di mattina ad attraversare un Parco quasi deserto e a rimanere estasiata davanti a quelle nuvole basse in mezzo alle piante.
Milan l'è semper un gran milan! e io sono stata davvero molto onorata di aver presentato per la primissima volta, davanti a un pubblico in carne ed ossa, nella mia città natale!
Alla prossima!

Eletta (& l'Uomo delle forchette)

lunedì 30 gennaio 2017

Un nuovo prodotto Handmade

Lo so, lo ammetto, sono sempre stata molto discontinua nella gestione di questo blog. Non perché non faccia più nulla di manuale, tutt'altro, continuo a tagliare e cucire stoffe e a incrociare ferri ed uncinetti, forse perché trovavo un po' fine a se stesso mettere in mostra ciò che faccio. Non so ...

Comunque, ho deciso di riprovare a impegnarmi a gestire un blog, cambiando però qualcosa.
Vorrei trasformarlo in un diario di viaggio, di un viaggio molto particolare che ho intrapreso per puro caso, grazie a un'esperienza molto importante che ho vissuto. In qualche modo torniamo al discorso dell'handmade perché parlerò sempre di un prodotto che ho fatto e che mi sta portando in giro a conoscere tante persone diverse e tante realtà interessanti italiane (per ora :-D).
Ma questo prodotto handmade non è una borsa, neppure un vestito e neanche una sciarpa ... si tratta di un libro, un romanzo breve che ho scritto ispirandomi a una storia reale che ho vissuto.



Il romanzo si chiama UN AMORE DI CLOCHARD, ed è edito da Editoriale Lariana, una piccola casa editrice comasca. Racconta l'amicizia urbana tra un clochard e una donna "regolare" e tutto ciò che può nascere quando si eliminano le barriere che, normalmente, ci costruiamo intorno per tenere a distanza "l'altro", lo sconosciuto, quello che ci fa paura e, magari, anche un po' schifo...

Se seguite il mio blog da tempo, avrete avuto già modo di leggere il post in cui raccontavo delle forchette e quindi già sapete ;-D. Per chi invece arriva adesso, vi consiglio di dare una sbirciatina a questo post sulle posate, così potrete capire meglio. E già che ci siete andate anche a vedere la pagina FB I-Guana. Potrete mettere finalmente tutti i tasselli del puzzle al posto giusto.

Tornando al romanzo, è uscito a dicembre e ora è cominciato il mio "tour" in giro per l'Italia a raccontare e promuovere questa storia perché, oltre a voler ovviamente vendere copie del mio libro, io sono fermamente convinta che la nostra storia possa aiutare altre persone ad aprirsi verso il prossimo, a cambiare degli atteggiamenti sbagliati che ci portiamo dietro da una vita.

E siccome io considero questo "viaggio" come un grande dono che mi è arrivato, ho pensato di doverlo condividere anche con gli altri: nasce così l'idea di trasformare il mio blog in un diario in cui vi racconto dove vado e chi incontro. Sono convinta che chi mi invita a parlare di Un amore di clochard (e quindi, ovviamente, di grande emarginazione sociale), abbia una marcia in più rispetto agli altri :-D

E quindi diamo il via alle danze! 

Cominciamo con la mia visita, nientepopodimenoche a Radio Popolare, al programma "Pionieri - Inventarsi la vita" di Gianpiero Kesner che va in onda tutti giorni dalle 17 alle 18. Trovate i podcast della puntata sulla pagina del romanzo


E' stato entusiasmante tornare a Radio Popolare (in realtà ci ero stata tanti anni fa per un altro programma ...) e poter raccontare di noi a tante persone che apprezzano i Pionieri, cioè tutti coloro che per caso intraprendono un grande cambiamento di vita, proprio come è successo a me e al mitico ex clochard, meglio noto come l'Uomo delle forchette o I-Guana (ha più nomi lui ormai di un aristocratico britannico ....:-D).
L'intervista è stata molto importante per me perché è stata la prima volta che ho parlato in pubblico (meglio dire "in pubblico radiofonico") del romanzo. Spero di essere arrivata a tante persone che, oltre ad avere apprezzato la storia, magari abbiano effettivamente cominciato a comportarsi in modo diverso davanti a un "barbone" ubriaco per strada...

Questa è ovviamente una delle finalità principali del mio viaggio ... Vorrei che la gente smettesse di guardarli con disgusto, con compassione o con rabbia giudicandoli senza neppure conoscerli, ma provasse ad immedesimarsi, a lasciarsi andare veramente all'ascolto perché, spesso, ciò di cui hanno più bisogno è solo di essere presi in considerazione.

Prometto solennemente di scrivere post brevi, per non annoiarvi troppo e, proprio per questo, adesso chiudo. Ritorno sicuramente domani sera per raccontarvi altre due belle occasioni di condivisione che mi sono arrivate in questo mese di gennaio ormai è agli sgoccioli.

A domani! E grazie per aver letto questo mio post. Se poi continuate a tornare e a leggere i prossimi a venire, vi ringrazierò ancora di più :-D

Eletta (&, come sempre, l'Uomo delle forchette!)