venerdì 3 agosto 2012

Il cappello Medusa - Jellyfish Hat

Tempo di estate ed ecco arrivare, come ogni anno, le Meduse!
Strepitosi animali, basta conoscerli un pochino meglio e si scoprono affascinanti meccanismi e organismi stupefacenti. Da biologa marina dico sempre che, prima di entrare in mare, è sempre meglio informarsi bene prima sui possibili incontri.
Detesto invece chi mi chiede "Ma come siamo messi con le meduse questa estate? Tra due settimane vado in ferie e vorrei poter fare il bagno!" Il più delle volte queste persone ignorano che i loro errati comportamenti quotidiani sono in parte responsabili dei boom di celenterati e che non basta preoccuparsi per il mare soltanto quando si va in ferie ma bisognerebbe farlo sempre.

It's summertime and, like every year, here you've Jellyfish!
Amazing animals, you just need to learn a bit more about them and you'll find out wonderful mechanisms and fascinanting creatures. I'm a marine biologist and I always say that before jumping into the sea, we've better learn about the species we could get in touch with.
I do dislike those who ask me "How is it going on with jellyfish this year? In a couple of weeks, I'm gonna go on holidays and I wanna swim!" Most of the time these people ignore that their wrong daily behaviors are responsible of the increasing jellyfish "booms". They should get interested in sea not just before leaving for their holidays but all year round.


Comunque, chiusa polemica, un'amica mi ha commissionato un cappello davvero particolare: il Cappello Medusa.
Anyway, let's close this argument and have a look at this weird hat a friend asked me for. It's the Jellyfish Hat.


Ed eccolo qui, semplificissimo da fare all'uncinetto. Provate anche voi! (ringrazio i consigli di Daniela riguardo ai tentacoli).
It's absolutely a super easy crochet craft. Go for it!! (Thanks to Daniela for her suggestions about the tentacles).


domenica 8 luglio 2012

La giornata di "Brienno: un paese in...pezze!"

Il 7 Luglio è passato e il mio impegno per l'Urban Knitting di Brienno è finito.
Ora il piccolo borgo del lago di Como si illumina finalmente di colori sgargianti: via quel triste grigio che aveva bloccato il tempo alle 18.30 di un anno fa, avanti al rosa, fucsia, giallo, azzurro, verde, rosso...insomma a tutti i colori scelti dalle persone che, insieme a me, hanno deciso di partecipare a questo Urban Knitting.

E' forte il contrasto tra il grigiume delle macerie e la voglia di vita dei colori!!

I tempi erano stretti ma di pezze ne sono arrivate comunque tante: più di 1.500!! E per il centro distrutto del paese sono state perfette!
Oltre all'appoggio e all''aiuto fisico della sindaca Patrizia Nava (lei ha addobbato la macchina con i vostri fiori!), mi è piaciuto moltissimo vedere come anche le altre donne di Brienno mi abbiano aiutato nell'allestimento. Ma non dimentichiamoci dei tanti uomini (ragazzini e adulti) che hanno dato una mano.
La carcassa della macchina è diventata ora un'opera d'arte moderna piena di fiori colorati!

Scalinata ricoperta dalle pezze. Ritrovate le vostre?

Magari le vedete meglio da questa angolazione...
Como è conosciuta in tutto il mondo per le sue stoffe e, per questo motivo, abbiamo usato anche pezze di tessuto ricamate e cucite dalle signore del posto che sono andate a coprire i new jersey di cemento e di plastica che delimitano la zona a rischio e alcune pareti della casa diroccata.

I tessuti ricoprono la casa e i new jersey.

Abbiamo cominciato a dividere le pezze per colore alcuni giorni prima e poi già venerdì ci siamo attivate per incollare le prime. Appena finito, il cielo si rannuvola e corro a casa dove mi aspetta una bella grandinata e una pioggia incessante..Preoccupatissima per le pezze (temevo che la colla non avesse fatto in tempo a solidificare), ricevo buone notizie via sms da un'amica di Brienno "Le pezze sono SU" ma verso le 19.00 parte un interminabile nubifragio che mi deprime immensamente (esattamente un anno prima un evento simile aveva fatto cadere la frana...), già immagino le pezze che galleggiano ovunque nel lago...ma per fortuna non succede niente e alla mattina le trovo tutte al loro posto, un pò bagnate, alcune sporchine ma sana e salve come l'intero paese!! tiro un respiro di sollievo e comincio ad incollare. Santissima colla suggeritami dalle Aquilane di Mettiamoci una pezza: non ti dimenticherò mai!!!

Le pezze per terra in sala civica aspettano di essere divise per colori e poi incollate al loro posto :-)

Ogni pezza ha una propria storia e mi piace pensare a come, in una società come la nostra dove il tempo è denaro e tutti devono per forza andare di corsa, così tante persone si siano fermate e abbiano donato alcune ore del loro preziosissimo tempo per questo paese che, con ogni probabilità, non conoscevano neanche. Non potete immaginare l'emozione provata nello scartare le vostre buste, i vostri pacchi e leggere parole di persone mai conosciute che avevano saputo della mia iniziativa e avevano contribuito!
Il primo pacco è arrivato da molto vicino, da Como, dove la signora Giuliana aveva preparato venti coloratissime e splendide pezze che ho subito destinato alla parte alta della scala insieme a quelle deliziose di Maria C. che, da Vicenza, mi ha mandato delle granny square mozzafiato!
E' stato buffo ricevere telefonate e sms un paio di settimane fa mentre scorrazzavo per il Mar Ligure. "Buongiorno, chiamo da Cuneo." mi ha detto una mattina una signora al telefono mentre io mi ero da poco svegliata dopo la traversata notturna (guardate il post "La strana storia di 5 pezze per Brienno"). "Lei non mi conosce ma avrei bisogno dell'indirizzo per spedire delle pezze."
E' bellissimo iniziare la giornata così e ancora più bello quando poi ho ricevuto il loro immenso pacco delle poste. Un'intera famiglia aveva partecipato: Carla, la nonna, Simona e Claudia, le figlie, e Viola, la nipote. Tre generazioni che hanno prodotto delle pezze con ricami bellissimi e molto colorati! La pezza di Viola l'ho messa vicino alla mia con gli animaletti nella parte centrale della scalinata!
 Uno degli ultimi giorni è arrivato un pacco che mi ha colpito moltissimo: Chiara, Mary ed Elvira dalla Vallecamonica avevano preparato delle pezze strepitose. Copio dalla loro lettera :
"Quelle figure che abbiamo disegnato sono degli "ORANTI", immagini incise nelle rocce della loro zona dagli uomini preistorici. Per loro, "l'orante" rappresentava colui che pregava. Con questo abbiamo voluto inviare una preghiera, che sia presto rimesso tutto apposto, soprattutto per gli abitanti del paese."
Un dolcissimo pensiero per Brienno!!

Gli "Oranti" arrivano anche a Brienno!!!
E poi, con un colpo di coda, in extremis, è arrivata anche la pezza che tanto stavo aspettando: quella della signora Rina di Spezia!!!  Una signora di 100 anni che, pian pianino, nonostante i dolori alle mani, ha voluto partecipare lo stesso insieme ad altre signore spezzine!!


La pezza di Nonna Rina è questa bianca. Si è scusata perchè non è venuta perfetta per colpa dei dolori alle mani...ma è fantastica comunque, signora Rina!!! e se penso a quante persone non hanno voluto partecipare perchè dicevano di avere da fare o di non avere tempo, sorrido...

Il mio nonnetto 19enne, il Miù Miù, si è voluto far immortalare insieme alla pezza di nonna Rina. Tra nonni ci si intende ;-)
Nel frattempo, oltre alle pezze quadrate e rettangolari, arrivavano anche altri pezze ma di un formato un pò diverso: casa mia è stata invasa da più di 650 cerchi fatti all'uncinetto, di tutti i colori e dimensioni, provenienti da tutta Italia (i punti più estremi sono stati Udine e Catania). Con il gruppo del Social Crochet di cui faccio parte (https://www.facebook.com/groups/socialcrochet/ ) si era pensato di partecipare con un progetto a parte, così come si era fatto per L'Aquila. Ed ecco nascere allora un meraviglioso albero su un muro di pietra nel centro del paese, un albero un pò particolare, l'Albero della Vita, come l'ha chiamato un'amica di Brienno.

L'Albero della Vita con le due "assemblatrici ufficiali" del Social Crochet: Cesi ed io!

Visto da destra o...

...visto da sinistra...è sempre una MERAVIGLIOSA CREATURA!!!



In fase di realizzazione siamo state aiutate dalla mia amica Silvana, da Matteo di Brienno e dalle 3 "milanesi" simpaticissime (Fabiana, Luana, Carla, Ernestina, Paola e Brigide avevano spedito delle pezze e tre di loro si sono materializzate a Brienno pronte ad aiutare e così hanno tirato su l'albero con noi!)

Ecco il gruppo al completo! GRAZIE ancora a tutti per l'aiuto!!!
Speriamo ora che la ricostruzione di questo paese proceda in fretta e nel modo migliore!
Ringrazio infinitamente tutti coloro che hanno contribuito ad aiutarmi in questa impresa e vi consiglio di farvi un giro a Brienno: ne vale davvero la pena!!

domenica 1 luglio 2012

La strana storia di 5 pezze per Brienno

"Vuoi venire a fare il trasferimento del catamarano Maisha da Genova a Cannigione?" mi ha chiesto Ignazio qualche giorno fa.
ATTRAVERSARE IL SANTUARIO DEI CETACEI?????? Non me lo faccio ripetere due volte: è un anno esatto che non vedo una balenottera nè dei delfini, 2 che non mi imbarco per le mie crociere di ricerca "a caccia" di cetacei e 6 esatti che non navigo da sola con lui sulla stessa rotta.
I lavori per il Bed & Breakfast che stiamo per aprire a casa nostra sul lago sono fermi, manca solo la scala ma dubito che il falegname la finisca proprio in questi tre giorni di mia assenza...Organizziamo amici che si prendano cura di Titina, Fusilla, Miù Miù e Birillo, corriamo per le ultime commissioni per il B&B e poi, finalmente, facciamo la valigia. Pochi giorni in barca vuol dire, almeno per me, pochissimi vestiti ma questa volta la mia valigia è stracolma...di cosa? Oltre a cime, catene e  sartie, per la prima volta imbarco a bordo un nuovo tipo di "filo": non di corda nè di metallo ma....di lana e cotone!!! :-) Insieme al mezzo marinaio, ecco salire a bordo una schiera di uncinetti di tutte le dimensioni insieme a una coppia di ferri 8. Ignazio guarda la mia valigia e ride...
Parto, vado a fare una delle cose che più mi piacciono in assoluto, ma non mi voglio dimenticare di Brienno: il Mediterraneo sarà quindi lo scenario per nuove pezze. Mi piace pensare che dietro a ogni pezza ci sia una storia speciale: le mie ultime nasceranno tra le onde!

Si parte: rotta 160° e mare strapiatto, ideale per gli avvistamenti. I gomitoli e gli uncinetti possono aspettare: armata di binocolo, dopo 3 ore di navigazione a guardare il mare, ecco finalemente delle pinne all'orizzonte: sono arrivate le prime Stenelle striate (Stenella coeruleoalba).

Stenella striata sotto la prua dell'imbarcazione mentre fa bow-riding
 Ci avviciniamo ed eccole a fare bow-riding sotto la prua (si tratta di un tipico comportamento di molte specie di cetacei sotto la prua delle imbarcazioni: in questo modo giocano e risparmiano energia perchè si fanno spingere dall'acqua spostata dalla barca. Quando sono sotto la prua, la coda è pressochè immobile. Qualche volta lo fanno in modo strano: mi è capitato di vedere delle stenelle fare bow-riding davanti al muso di una balenottera comune o di uno zifio. MERAVIGLIE della natura!!).
Un'altra stenella sotto la prua: notate tutte le cicatrici che si fanno tra di loro...
Sono circa una trentina e restano con noi per mezzora. Avvisto un altro gruppo di stenelle un'ora dopo ma sono coppie di madri con piccoli e, per rispetto per i cuccioli e, soprattutto, per le madri, le guardiamo a distanza e ce ne andiamo via subito. 
La foto è un pò sovraesposta ma adoro il riflesso nell'acqua

Si chiamano striate perchè hanno 3 striature nere che partono dall'occhio. Le vedete?
Ammetto che avrei davvero voluto incontrare una balenottera comune, un capodoglio o qualche zifio (tipici incontri del mar Ligure) ma sono stracontenta lo stesso: le stenelle sono sempre bellissime da vedere!!
Mentre torna in superficie a respirare
 Dopo un tuffo alla deriva in mezzo al Mar Ligure (ma OVVIAMENTE ben lontani dalle stenelle perchè sia io che Ignazio rispettiamo questi animali al massimo e non vogliamo interferire in alcun modo con le loro attività), con gli occhi stanchi e la pelle un pò bruciacchiata, vado all'ombra e tiro fuori l'uncinetto: voglio capire se le mie due grandissime passioni (il mare e la creatività) si possano conciliare tra loro.
Pochi istanti prima di "sbucare" all'aria
L'orario di arrivo a Capo Corso sono le 3 di mattina, c'è ancora molto tempo. Dopo una romantica cenetta a due, faccio il mio turno al timone e inizio una pezza (che non ho ancora finito perchè non mi ricordo più come si fa un punto in particolare).
Ignazio mi guarda e sorride. "In trent'anni di vita sulle barche, è la prima volta che vedo qualcuno fare la maglia a bordo!" mi dice e io ne sono contenta perchè mi piace essere originale ;-)


Puntuali come un orologio svizzero, diamo ancòra alle 3 di mattina (dopo 15 ore di navigazione) e, stremati, crolliamo tra le braccia di Morfeo.

Alle 9 si riparte: oggi si costeggia la Corsica orientale con le sue splendide spiagge kilometriche e così mi dedico a 2 pezze ai ferri ma il meteo, purtroppo, peggiora.

La primissima pezza finita trova subito posto sul timone :-)

La seconda diventa una sorta di bandiera di cortesia per la Corsica...;-)

Gli Spagnoli chiamano il mare in due modi: LA mar, al femminile, quando vogliono dare un significato positivo, EL mar, al maschile, quando la connotazione è negativa. Ed eccolo lì El mar, con le sue onde, le schiumette e il vento. Io mi spalmo sul divanetto demotivata e priva di forze, Ignazio si crea un microhabitat di cuscini vicino al lavandino da dove può vedere l'intero orizzonte e tutti e due ci annulliamo in quella sagra del beccheggio. La conversazione si limita alla classica domanda "Quante miglia mancano?" e a qualche sporadico aggiornamento sullo stato di vento e mare. Gli unici segni di vita arrivano dal tanto conosciuto canale 16 dove è un tripudio di "Compamare": da Spezia a Livorno, da Olbia a Civitavecchia, in pochi secondi si mescolano quasi tutti i dialetti del centro Italia...i loro fugaci e criptici messaggi diventano compagni di viaggio importantissimi.
Le ultime due ore di navigazione sono un pò meglio, ci siamo ridossati alla costa, riesco addirittura a iniziare una nuova pezza, quella rosa, anche se la abbozzo soltanto e, poi, finalmente, la vita riprende a mezzanotte nella splendida Baia di Pinarello (Corsica) dove diamo ancòra e ceniamo, ancora un pò frastornati. Dopo otto ore di onde, l'immobilità di quelle acque sembra davvero un miracolo!

Ultimo giorno di viaggio: dopo aver guardato i meravigliosi cavalli rinfrescarsi a Pinarello, facciamo rotta verso Cannigione passando nelle famigerate Bocche di Bonifacio che mi ricordano sempre un'esperienza velistica delirante dei miei genitori...


E' una giornata meravigliosa con un pò di vento (ma non troppo!!), ideale per fare una veleggiata e mentre Ignazio cazza la randa e rolla il fiocco, io vado di maglia rasata e maglia alta e altre due pezze prendono vita tra quelle onde. Anche io adoro armeggiare con le vele ma questa volta Ignazio vuole fare da solo perchè deve cominciare a conoscere questa barca nuova su cui passerà tutto il prossimo mese e così io posso dedicarmi alla lana...;-)

Uncinettando nelle Bocche di Bonifacio, tra Spargi e Budelli

La pezza rosa si abbina perfettamente al mio costume :-)


Il viaggio a bordo di Maisha finisce per me dando ancòra nel golfo di Cannigione: domattina all'alba andrò ad Olbia per fare il percorso inverso ma...a bordo di uno squallido traghetto :-(
Ci concediamo un bagnetto, un aperitivo a terra (è sempre così brutto dover rimettere le scarpe e ritornare tra la gente...) e poi di nuovo a bordo lontano dal mondo dove io riprendo i miei ferri e finisco l'ennesima pezza

 e Ignazio prepara una sorpresa per il gruppo del Social Crochet di Roberta Castiglione (https://www.facebook.com/#!/groups/socialcrochet/)  che sta partecipando in massa all'iniziativa Brienno: un paese in...pezze!

Il gomitolino della pezzona di Maria Fusillo lo ha fatto lui!! Un piccolo contributo maschile per Brienno....che ne dite, signore, vi piace così la pezza finita?


Il viaggio finisce con il ricordo di tante stenelle, dei pesci luna che mangiano le velelle, ben 5 pezze (più quelle che farò in traghetto domani) e la risposta alla mia domanda: SI'! l'uncinetto e la maglia si adattano alla perfezione a bordo!!!! :-)
Ora ho in mente di invadere altre barche con lana e cotone: chi vuole venire con me??

Voilà le 5 pezze fatte a bordo!

domenica 24 giugno 2012

Fervono i preparativi per Brienno!

Le pezze stanno arrivando: grandi, piccole, coloratissime, dalle forme "canoniche" a quelle più strane, da vicino e da più lontano.
Tante vengono dal gruppo Social Crochet (di cui anch'io faccio parte!) e saranno una bellissima sorpresa, non anticipo niente ;-)
https://www.facebook.com/#!/groups/socialcrochet/
Ve ne presento soltanto alcune adesso in attesa del 7 Luglio!

The handmade patches are coming: large, small, colourful, with "normal" or weird shapes, coming from far away or nearby.
Many are coming from the Social Crochet group and they will all create an awesome surprise... I'm not saying anything more now ;-)
https://www.facebook.com/#!/groups/socialcrochet/
So enjoy some of the many patches I'm collecting, waiting for July the 7th to come!! 



Sono una grande amante degli animali: si vede?
I'm an animals' lover: could u guess it?


I ventaglietti e il magico fiore di Anna Maria da Pinerolo Anna Maria from Pinerolo sent me these beautiful flowers and patches.

                                      
I bellissimi rombi di Roberta da Laglio
Roberta's awesome diamonds (from Laglio)


Le coloratissime pezze di Giuliana da Como Giuliana's super colorful patches (from Como)
                                            

Le meravigliose pezze di Maria Cristina da Vicenza Maria Cristina's amazing patches (from Vicenza)
                                        
                                            
La mia fragolina per Brienno ;-) My tiny strawberry for Brienno ;-)
                                                       
    



mercoledì 30 maggio 2012

BRIENNO: un paese in...PEZZE!

6 Aprile 2012: più di 5000 pezze fatte a mano tappezzano L'Aquila il giorno del terzo anniversario del terremoto.

L'associazione Animammersa (http://mettiamociunapezza.wordpress.com/) ha organizzato un attacco di Urban Knitting a cui hanno aderito centinaia di persone da tutta Italia ed Europa ma anche qualcuno da più lontano. Finalità dell'azione? Colorare una città che, dal suo terremoto, è diventata grigia e vuota. (http://espresso.repubblica.it/multimedia/lista/fotogallerie/31687904)


                                                            
                                                                   foto tratta dal blog
http://labambinacolpalloncino.wordpress.com/2012/04/10/mettiamoci-una-pezza-laquila-con-i-miei-occhi/

Io ho partecipato a Mettiamoci una pezza sia da sola che con il gruppo di SocialCrochet di Roberta Castiglione https://www.facebook.com/#!/groups/socialcrochet/ e sono rimasta molto colpita dall'entusiasmo e dalla partecipazione dimostrata da tutti.

                         
                                                              foto di Daniela di Bartolo


Per questo ho pensato di lanciare un'azione simile anche dalle mie parti, sul lago di Como.

7 Luglio 2011: la pioggia interminabile causa una frana che distrugge gran parte del centro di un piccolo paese lariano, Brienno (http://www.comune.brienno.co.it/). Un'intera casa scivola nel lago, un ponte di pietra sparisce, una falegnameria è spaccata in due. Fortunatamente non ci sono morti ma, paradossalmente, questa sarà la scusa delle istituzioni per non dichiarare lo stato di calamità naturale. http://www.laprovinciadicomo.it/stories/Cronaca/530949/

7 Luglio 2012: A un anno dal disastro, il paese è ancora per aria. Chi vuole contribuire a colorarlo con delle pezze e con dei fiori fatti a mano??



Vi chiedo di realizzare delle pezze seguendo le indicazioni date per quelle aquilane, ossia preferibilmente delle seguenti misure:
  • 50 cm x 50 cm o da 25 cm x 25 cm
  • 40 cm x 40 cm o da 20 cm x 20 cm
Le pezze possono essere lavorate con i ferri o con l’uncinetto ed è possibile utilizzare qualunque tipo di filato, di colore e punto di lavorazione. Anche per i fiori lasciamo spazio alla tua immaginazione.
Accompagna la tua pezza con un’etichetta che riporta il tuo nome e la tua città.

I tempi sono molto stretti, manca poco al 7 Luglio ma spero tanto che molte/i di voi parteciperanno lo stesso. Vi chiedo di spedire al seguente indirizzo i vostri manufatti entro e non oltre il 29 Giugno per darci il tempo di assemblare le pezze.


GRAZIE INFINITE a tutti!!!

venerdì 11 maggio 2012

La mia borsa per Silvana My bag for Silvana

Si avvicina il compleanno di un'amica speciale, che con me condivide la passione per la maglia e l'uncinetto ma anche quella per un mondo migliore (non per altro è una mia "collega" di G.A.S., il gruppo di acquisto solidale).
It's almost time for a close and dear friend's birthday. She shares some of my interests, like crochet, knitting and a strong desire for a better world.

Cercavo un'idea speciale e magicamente l'ho trovata in un libro di Lotta Jansdotter: una vera e propria borsa, completamente diversa dalle mie Shopper Animalesche ed è quindi diventata anche una specie di sfida per me.
I was looking for a special idea and I found it on a book by Lotta Jansdotter: a real bag, completely different from my Animal Shoppers. That was a good challenge for me!

La mia amica adora le borse, ci mette dentro tutto il suo mondo per questo ci voleva una mega borsa! Adora la settimana enigmistica ed ecco pronta la tasca per il giornale!
My friend loves bags, she carries all her world in them, therefore I need to make a huge bag! 




Adora la birra (soprattutto quella fatta dai carcerati di Torino della Pausa Caffè - http://www.pausacafe.org/) ed ecco allora una tasca laterale per le bottiglie!!
She loves beer (especially the one made by the convicts of Turin jail - http://www.pausacafe.org/) so here we have a lateral pocket to put bottles in!!





Viaggia con 4 mazzi di chiavi e voilà 4 anelli a cui legarle per non perderle in giro!
She goes around with 4 sets of keys and voilà 4 rings to tie them up! 




Insomma, speriamo le piaccia!!!
In a word, I hope she'll like it!!

mercoledì 2 maggio 2012

Vivi e lascia vivere! Live and let live!

Oggi prendo spunto dalle mie due nuove Shopper Animalesche e da un testo che scrissi per l’Agenda del Mare Drioli 2012 (http://www.drioli.it/agende) per affrontare un argomento che mi sta molto a cuore. Provate a indovinare di che animale si tratta???

Today I wanna tackle an issue that I’ve at heart and to do that, I’m using my new Animal Shoppers  and one of my works published on the Drioli Sea Diary 2012 (http://www.drioli.it/agende). Can u guess which animal is it about???
“Tra i lettori che hanno vissuto gli anni settanta, chi non si ricorda della scena di una ragazza che, nuotando, si avvicina a una boa e delle enormi fauci aperte di uno squalo che se la inghiottono? Ancora oggi, quando raggiungo una boa, rivedo il grosso squalo bianco che si allontana trascinandosi via il galleggiante…E dire che i miei studi di biologia marina mi hanno insegnato e dimostrato più volte che gli squali non sono così pericolosi come crediamo, anzi che al giorno d’oggi nel delicato rapporto tra pesce e uomo, è il primo ad avere la peggio. Le cifre sono terrificanti: uccidiamo 100 milioni di squali all’anno, ossia 200 animali al minuto nelle reti da pesca. Ad alcuni vengono recise le pinne per deliziare i palati di buongustai senza cuore disposti a sborsare fino a cento dollari per una zuppa di pinne, fingendo di non conoscere il destino dei proprietari di quelle appendici, ributtati in mare agonizzanti in attesa di una lenta morte…
Eppure continuiamo ad assegnare loro lo scettro di mostri marini, bramosi di sangue umano. Le ben cinque pellicole del film Lo squalo ci hanno aiutato a radicare ancora più in profondità queste credenze obsolete. Certo, alcune specie di squali possono essere potenzialmente pericolosi per l’uomo ma è molto più frequente morire morsi da un cane, punti da una vespa o travolti da un pachiderma… Moriamo quotidianamente investiti da una macchina ma non per questo ne agogniamo la completa distruzione, o colpiti da un’arma da fuoco per mano di un delinquente ma ancora non immaginiamo di sterminare tutti i nostri simili, tutti potenzialmente pericolosi per noi…”



A very famous scene at the end of the Seventies: a swimming girl nearby a buoy and huge open jaws that catch her. Still nowadays, when close to a buoy, I picture the big white shark swimming away with it…As a marine biologist , I am expected to be knowledgeable about sharks’ dangers and this danger is often over exaggerated, on the contrary men cause more harm to them. Currently we are experiencing massive by-catch. The numbers are terrifying: every year we kill 100 million sharks, that is 200 animals per minute caught in fishing gear.  Some of them loose their fins after been caught to delight the palates of heartless gourmets ready to pay up to 100 dollars for a shark fin soup, while pretending not to know the miserable destiny of the fins’ owners, thrown back to sea, awaiting a slow agonizing death.
Still we think of them as marine monsters, eager for human blood. The five Jaws movies helped us in deeply rooting these obsolete beliefs. Off course, some of the many shark species can be potentially dangerous for men but it’s more likely to die bitten by a dog, stung by a wasp or swept away by an elephant. Each day car accidents claim more lives, but that isn't cause for us to aspire to destroy all of them, or criminals who shoot innocent people, but we do not imagine to wipe out all the fellow-men, each of these are potentially dangerous for us.”
Durante la lettura di questo breve testo, ne sono morti circa 400… un vero e proprio disastro ecologico ed ambientale a cui la maggior parte di noi non vuole neppure cercare di porre rimedio. Perché? Perchè lo squalo è la quintessenza della malvagità e della cattiveria, è un animale che non merita di vivere.. Noi essere umani ci discostiamo da questi pesci soltanto per una cosa: l’ignoranza!
While reading these words, almost 400 of them died… a real environmental disaster that most of the people don’t even consider. Why? ‘cause shark is the quintessence of wickedness and meanness, it’s an animal that doesn’t deserve living… Human beings distance themselves from these fish just for one thing: ignorance!
Per coloro che non vedono negli squali dei feroci assassini, alcuni consigli per convivere serenamente con loro: il finning (quel fenomeno per cui si tagliano le pinne ad esemplari viventi poi ributtati a mare agonizzanti) è una pratica senza cuore tipica dell’Estremo Oriente. Attenzione dunque ai viaggi all’estero in cui ci potrebbero offrire questa pietanza come “piatto tipico”. Fortunatamente una nuova coscienza si è levata anche nel Sol Levante e alcune persone si stanno dando da fare per cercare di proteggere gli squali e le loro pinne (visitate la pagina Facebook - Save our sharks from a bowl of soup). Ma non dimentichiamoci che noi Italiani siamo dei grandi consumatori di carne di squalo e il più delle volte non lo sappiamo neanche. Al giorno d’oggi, quando chiediamo un filetto di pesce spada (ormai quasi estinto nelle acque del Mediterraneo…), inconsapevolmente mangiamo smeriglio (Lamna nasus), uno squalo. E ricordiamoci che ogni qualvolta consumiamo una scatoletta o un trancio di tonno, nelle reti da pesca (il più delle volte illegali) usate per pescarlo sono morti decine di squali, delfini, capodogli, foche e tanti altri animali marini. Avrò modo comunque di parlare ancora di pesca e tonno: chi mi conosce bene, sa quanto sia “fissata” su questa battaglia!!
For whoever doesn’t consider sharks as cruel killers, here you have some suggestion to coexist with them on the planet: finning (the awful habit to cut their fins off and throw the dying animals back into the water) is typical of Middle East. So be careful if you visit that area and watch out for their “typical food”… Thankfully a new awareness is developing in Indonesia and some guys are trying to protect sharks and their fins (visit the Facebook page – Save our sharks from a bowl of soup)! We Italians don’t have to forget that we are one of the major consumers  of sharks’ meat and most of the time we don’t even know. Nowadays when we ask for swordfish fillet, we unconsciously eat porbeagle. And let’s try not to forget that every time we eat tuna (can or steak), tens of sharks, dolphins, sperm whales, seals and many other sea animals have been killed in the same (illegal) fishing nets. I’ll talk again about overfishing, tunas and sea: who knows me is aware of my strong interests on this awful situation!
Tornando agli squali, anche se magari non ci piacciono, cerchiamo di sforzarci ed estirpiamo uno stupido luogo comune. D’altronde quanti di voi frequentano il mare così tanto da correre  il rischio di essere sbranati da uno di loro???
VIV I E LASCIA VIVERE! J
Going back to sharks, even if we may not like them so much, let’s try to eradicate a stupid cliché. Yet, how many of you spend so much time into the sea to risk to be torn to pieces by one of them???
LIVE AND LET LIVE! J